Il progetto

UFFICIO   SCOLASTICO  REGIONALE  PER  IL LAZIO

Istituto Comprensivo Statale

Daniele MANIN

Via dell’Esquilino, 31 – 00185 Roma tel/fax 064814647/0648906059

* rmic81400t@istruzione.it  –  smsmanin@tin.it

http://www.danielemanin.org

PROGETTO ORTO DIDATTICO CONDIVISO

 PREMESSE PEDAGOGICHE

La realizzazione di un orto didattico nel quartiere  vorrebbe dare vigore e concretezza  all’esigenza  di una pedagogia ecologica. L’urgenza di affrontare la crisi ecologica richiede un nuovo impegno nell’attuazione di  un’educazione mirata a promuovere un modo ecologico di concepire la relazione col mondo circostante  della vita. Ai nostri giorni un metodo di lavoro pedagogico e didattico caratterizzato da un’impostazione sperimentale e rivolto  al settore ambientale non è un fatto pioneristico, esso  poggia infatti le proprie radici in numerose esperienze  pedagogiche che nel corso del XIX e del XX secolo individuano il giardino scolastico come elemento essenziale del percorso educativo dell’infanzia. Basti pensare ai giardini dei Kindergarten di Froebel,  alla pedagogia dell’interesse di Herbart, alla scuola dell’Attivismo. In Italia il più grande contributo in questa direzione è stato fornito dalle sorelle Agazzi e da Maria Montessori. I loro diversi metodi hanno in comune l’importanza assegnata alla pratica dell’orticoltura e del giardinaggio.  La città di Roma in particolare è stata un centro importante di pratiche pedagogiche ecologicamente orientate, si pensi alla nascita all’inizio del 900 della montessoriana Casa dei bambini nel quartiere S.Lorenzo , all’ iniziativa di intellettuali come Alessandro Marcucci e Duilio Cambellotti che portò  alla nascita nel comune di Roma delle prime scuole rurali come quella di Torre Spaccata e a all’esperienza di Alfredo Bajocco che nel 1924 fondava la prima scuola all’aperto nel quartiere popolare del Pigneto . In seguito il ventennio, pur nella retorica  della ruralizzazione della vita della popolazione italiana, accentuò questa tendenza cogliendone le opportunità propagandistiche e realizzò numerose scuole all’aperto, un esempio per tutte la Principe di Piemonte.

Da questa sintetica rassegna emerge a nostro avviso con  chiarezza  un paradosso: la scarsa iniziativa del mondo attuale delle istituzioni,  scolastiche e non, a fronte della  necessità di un ripensamento del rapporto uomo-ambiente che si è fatta col passare dei decenni sempre più urgente e improrogabile.

Bisogna ricondurre il discorso sulla possibilità di dotare le nostre scuole di giardini degni di questa definizione intorno a cui costruire progetti educativi e didattici che coinvolgano le risorse umane del territorio circostante nella responsabilità di affiancarsi alla comunità scolastica nell’obiettivo di tradurre tutto ciò in forma e bellezza. Realizzare luoghi accoglienti a misura di bambino strutturati in modo tale che questi possano sviluppare le proprie capacità motorie,sensoriali,emotive,sociali ed estetiche seguendo un percorso educativo immerso nell’elemento naturale,tra le piante e gli animali,tra terra,pietra, legno e acqua.

SOGGETTO PROMOTORE: scuola primaria F. Di Donato (Istituto Comprensivo D.Manin)

La scuola primaria F. Di Donato si trova alle spalle dei giardini di piazza Vittorio nel cuore dell’Esquilino,  quartiere  interessato da un costante flusso migratorio. La popolazione della scuola è costituita per il 65% di bambini con cittadinanza non italiana provenienti da 29 paesi del mondo .Le classi presentano pertanto una composizione eterogenea per la provenienza geografica degli alunni che varia spesso  anche nel corso dell’anno scolastico. Tale situazione dinamica è vissuta  come fonte di arricchimento e stimolo costante per un’impostazione “dialogica” dell’educazione interculturale i cui destinatari possano diventare parte attiva del processo di cambiamento del contesto educativo che li accoglie. All’azione educativa e formativa perseguita dalla scuola partecipano da tempo molte delle associazioni presenti nel quartiere e non solo. Prima fra tutte l’Associazione Genitori scuola Di Donato che, dopo aver riqualificato i locali al piano seminterrato dell’edificio, svolge quotidianamente una serie di attività di intercultura, sport, socializzazione e assistenza dirette a minori e adulti. Nel corso dell’anno scolastico 2011/2012 il GASquilino e l’associazione genitori hanno portato all’interno della scuola il progetto “Dalla terra alla pancia. L’orto come laboratorio di sostenibilità” finanziato dalla provincia di Roma. Grazie al lavoro di  insegnanti, alunni , genitori dell’associazione e consulenti esperti è stato possibile realizzare un orto scolastico in cassetta. L’orto ha costituito il perno di una progettazione didattica volta ad approfondire tutte le tematiche ad esso connesse, da quelle scientifiche a quelle più ampiamente riguardanti le valenze simboliche,mitiche e religiose degli elementi caratterizzanti la  cultura agricola ed  alimentare dei diversi paesi di provenienza degli alunni.

Anche a partire da questa esperienza ci sembra doveroso pensare a soluzioni che diano continuità ai risultati raggiunti. Alla realizzazione di un orto didattico di quartiere attribuiamo anche la possibilità di dare vita ad  un laboratorio di “coltivazione” di relazioni umane improntate all’integrazione solidale delle molteplici identità culturali che caratterizzano il quartiere Esquilino.

Per il raggiungimento degli obiettivi che ci proponiamo possiamo contare sulla collaborazione di altre associazioni, oltre a quella dei genitori della scuola Di Donato, attive nel tessuto sociale del quartiere e già da tempo operanti in sinergia con il nostro Istituto quali il Gruppo di Acquisto Solidale Gasquilino, Mediazione Sociale, Casa dei Diritti Sociali , forum per l’intercultura della Caritas, comitato di quartiere,Stalker-Primavera Romana.

 

OBIETTIVO SPECIFICO: REALIZZAZIONE DI UN ORTO DIDATTICO CONDIVISO

 

 

FINALITA’ GENERALI

La finalità generale del presente progetto è quella di promuovere un modo ecologico di concepire la relazione con il mondo circostante, naturale e urbano, attraverso la  realizzazione di un orto scolastico all’interno del quartiere Esquilino.  L’orto in questione dovrà riqualificare una delle aree verdi inutilizzate presenti nel quartiere (in allegato una mappa delle possibili aree adatte all’obiettivo). La manutenzione dell’orto dovrà essere sostenuta dalla  scuola, dalle famiglie degli alunni (associazione genitori), dalle associazioni che operano nel terzo settore presenti nel quartiere, dagli abitanti del quartiere. L’orto dovrà costituire un effettivo laboratorio di integrazione multiculturale,di sostenibilità sociale ed umana, oltre che ambientale.

Particolare importanza riveste l’aspetto della sostenibilità sociale in ragione delle caratteristiche multiculturali del contesto territoriale in cui la scuola è inserita. Vorremmo che la pratica dell’orticoltura venisse a configurarsi come una  pratica di integrazione delle diverse culture presenti nel quartiere  attraverso la condivisione delle rispettive tradizioni (miti, credenze,riti e festività)   legate all’agricoltura e l’introduzione di coltivazioni tipiche dei paesi di provenienza delle famiglie migranti degli alunni. Altro aspetto rilevante nella dimensione della sostenibilità sociale è quello dell’Integrazione tra diverse identità generazionali, dai piccoli scolari agli anziani, in molti casi depositari di una importante sapienza contadina.

In merito alla sosteibilità ambientale ci proponiamo di:

– approfondire, confrontare e praticare sistemi di coltivazione biocompatibili, senza utilizzo di fertilizzanti chimici o altre sostanze dannose per la salute e per l’ambiente, riducendo al massimo i consumi energetici e  riciclando materia organica per il compostaggio e materiali di altro tipo per la realizzazione di utensili o arredi per lo spazio

– contribuire a diffondere la cultura del consumo etico e responsabile, la conoscenza del sistema di funzionamento dei gruppi di acquisto solidale, la riflessione sull’impronta ecologica delle filiere di distribuzione dei prodotti agricoli.    

RISORSE UMANE

Aspetto fondamentale del progetto è quello  di far  convergere  le diverse identità sociali del quartiere in un processo partecipativo di progettazione e riqualificazione urbana accogliendo  le risorse economiche, professionali e sociali disponibili nel territorio. Il gruppo di coordinamento del progetto sarà formato da un comitato costituito dai rappresentanti di ogni soggetto coinvolto nelle fasi di progettazione,realizzazione e manutenzione  dell’orto: insegnanti, alunni,formatori,esperti,genitori, associazioni

FASI E METODOLOGIE DI LAVORO

I Fase: PROGETTAZIONE-FORMAZIONE

La prima fase del progetto si svilupperà in due direzioni: progettazione e formazione.

PROGETTAZIONE:dovrà essere costituito un comitato di coordinamento del progetto all’interno del quale riportare “gli interessi” dei diversi attori coinvolti. Sulla base degli interessi emersi gli alunni della scuola, affiancati da esperti(architetti, agronomi …) realizzeranno  un progetto dell’orto (organizzazione dello spazio, tipi di colture,elementi di arredo, nome e logo da dare all’orto) da sottoporre all’approvazione del comitato. In questa prima fase andranno anche stabilite e condivise le modalità di  organizzazione e di comunicazione tra i diversi attori del progetto.

FORMAZIONE: la scuola dovrà configurarsi come centro formativo aperto al quartiere attraverso l’attivazione di corsi di formazione rivolti alla partecipazione degli insegnanti, dei genitori e degli altri soggetti coinvolti, dedicati alle esigenze biologiche, ecologiche, colturali e manutentive degli elementi viventi e non viventi che costituiscono un orto. Un altro modulo di formazione avrà per argomento la didattica e la pedagogia ecologicamente orientate. Ognuno dei due moduli si articolerà in 8 incontri della durata di due ore da tenersi durante tutto il corso dell’anno scolastico o concentrati in alcuni periodi dell’anno.

II Fase: REALIZZAZIONE

Durante la seconda fase si avvierà la fase esecutiva del progetto di riqualificazione dello spazio-orto attraverso la costruzione degli arredi precedentemente progettati  e da realizzare con materiali di recupero, e  la messa a dimora delle colture. Sarà importante stabilire un calendario di assemblee periodiche per la distribuzione di compiti e responsabilità e  per  discutere la  realizzazioni di iniziative comuni (esempi:festa del raccolto, mercato dei prodotti , iniziative di autofinanziamento….)

III Fase: MANUTENZIONE

Durante questa ultima fase si procederà alla cura delle colture messe a dimora e alla manutenzione dello spazio comune. Si realizzeranno le iniziative comuni concordate precedentemente.

Dal punto di vista didattico l’orto costituirà l’oggetto di un apprendimento attivo, multidisciplinare e trasversale,lo strumento centrale della programmazione didattica,il laboratorio privilegiato per l’osservazione diretta dei processi biologici,in tutti i loro aspetti ad in relazione all’influsso che esercitano sulle società umane sia dal punto di vista scientifico che artistico, storico, culturale ed economico. L’occasione per ragionare in modo critico  sull’ambiente, sugli usi alimentari e le loro diversità culturali, sulla sostenibilità ambientale ed economica della nostra catena alimentare.

Dal punto di vista sociale l’orto costituirà un centro di aggregazione,integrazione, collaborazione e condivisione di obiettivi e buone pratiche per la cittadinanza.

 

METODOLOGIE

La metodologia utilizzata sarà quella della progettazione partecipativa ed attuerà le seguenti indicazioni:

-impostare un approccio comunicativo e dialogante con tutti i soggetti coinvolti

-saper valutare e accogliere tutte le risorse economiche, professionali, e sociali disponibili nel territorio

-favorire l’acquisizione di un adeguato livello di responsabilizzazione da parte di tutti coloro che partecipano all’elaborazione e alla valutazione del progetto

-esercitare la capacità di mediazione e di interlocuzione con i diversi soggetti portatori dei diversi interessi.

Ogni momento decisionale relativo alle scelte progettuali e alle modalità di realizzazione e di gestione dell’orto scolastico dovrà essere impostato sulla base di una larga condivisione dei contenuti di fondo delle proposte elaborate,ottenuta programmando specifici momenti di incontro.

 

VALUTAZIONE

La valutazione qualitativa del progetto verrà condotta su più livelli durante tutta la  durata dell’iniziativa:

-dai coordinatori e dai collaboratori del progetto attraverso incontri di valutazione periodici che saranno anche occasione per eventuali modifiche e aggiustamenti

-dagli insegnanti e dagli alunni attraverso gli elaborati delle diverse attività didattiche strutturate attorno all’ esperienza dell’orto

-dalle famiglie degli alunni attraverso la risposta a questionari finalizzati a rilevare il diffondersi una nuova sensibilità e  di buone pratiche all’interno del tessuto sociale del quartiere.

La valutazione quantitativa si occuperà di rilevare

il numero di classi che aderiscono al progetto,

il numero delle discipline curricolari implicate nelle unità didattiche strutturate  sull’orto,

il numero degli insegnanti e dei cittadini che prendono parte ai percorsi di formazione,

il numero di persone che parteciperà alle assemblee pubbliche di gestione dell’orto

il numero delle associazioni e degli enti che aderiscono al progetto.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Dott.ssa Maria Letizia Ciferri

L’ins. Referente Elisabetta De Lucia

Annunci

2 thoughts on “Il progetto

  1. Pingback: Presicce MiaCasa Turrita: ricominciamo dalla terra - | Presicce Mia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...